November 24, 2007, 7:15 pm
Open P2P Communities and types of participation
Categories: Open P2P Design
On a previous post, I wrote that participation in an Open Peer-to-Peer Community could be either bottom-up or top-down.
Last week, while I was preparing the slideshow for another lesson I gave at Politecnico di Milano, I thought that maybe we could notice a third type of participation, that lies between top-down and bottom-up forms of participation.
Open P2P Communities can self-organize with:
- a bottom-up participation: a community gather independently to fix a common problem (for example: Amul). The community forms in a bottom-up way:
- a top-down participation: a (public or private) service that allows the formation of a community and bases on it its operation is offered. Participants operate in order to fulfill the enterprise’s/local institution’s goals/work (i.e. the participants depend from the enterprise/local institution) (for example: YouTube). The service is offered in a top-down way, and the participants act consequently .
- a marketplace participation: a (public or private) service that allows the formation of a community is offered, and the participants gather in the community. Participants behave independently, forming relationships between each other in order to develop their own goals/works (i.e. they behave independently, in a true peer-to-peer way) (for example: BBC Action Network). The service is delivered in a top-down way, but the participants act in a bottom-up way within it.
The fundamental point is: who takes the initiative and looks for persons in order to form a community? And with which goals? And which type of relationships, and therefore social network, it enables?
I am not sure that marketplace participation is the right term, it should be something that relates to a place where people can gather, that doesn’t emerge spontaneously, but it is offered instead by someone else (a private company or a local institution). There, people could follow a market economy, or a gift economy too.
Any suggestions?


December 4th, 2007 09:05
Partecipazione assistita?
December 5th, 2007 15:01
Mmmm….non so fino a che punto si possa dire che YouTube è top-down.
Il prodotto è gratuito, messo in rete e risponde ad un bisogno reale ma non ancora esplicitato. Poi senza particolari campagne di marketing si diffonde ….. quanto è top-down e quanto bottom-up tutto ciò? :)
December 7th, 2007 21:57
Grazie per i suggerimenti! :-)
Forse top-down e bottom-up non sono i termini più corretti, o almeno: stiamo parlando sempre di partecipazione (che può essere caratterizzata da differenti livelli). Quindi un servizio può anche essere in un certo modo “top-down”, ma si basa sempre su una comunità che partecipa attivamente.
Ciò che mi interessava capire era la nascita e la direzione di queste forme organizzative. Forse la differenza tra “top-down” e “bottom-up” sta nel livello in cui i partecipanti della comunità possono “modificare” la forma organizzativa/servizio?
Partecipazione assistita mi pare interessante! Volevo cercare di evitare termini come facilitata o piattaforma, perché altrimenti ci sarebbero state delle facili incomprensioni, dato che rimandano a concetti applicati altrove ma sempre all’interno della mia tesi e quindi del blog.
Sicuramente in futuro questa classificazione verrà ampliata e rivista, grazie per l’apporto! :-)
A questo punto colgo l’occasione per porvi una domanda: conoscete OpenBusiness? So che si sta sviluppando un gruppo di discussione Open Business in Spagna, sapete se sta avvenendo lo stesso anche in Italia? (o altrimenti, perché non pensiamo di costituirlo noi?)
December 9th, 2007 16:03
un esempio… Sourceforge.net ha appena aperto un servizio dove gli utenti possono “vendere” la propria esperienza attraverso consulenze su progetti di software open source e sul loro utilizzo, e il nome di questo servizio è Sourceforge.net Marketplace.
January 12th, 2008 17:58
Ti rispondo in ritardo…
Il mio amico blogger Matteo Brunati ha appena avviato il progetto Fullout- chain of ideas basato sull’open innovation. Ti do anche l’indirizzo del blog e del tumblelog del progetto.
January 12th, 2008 19:53
sobre la participacion mercantil, quizas seria interesante hacer ver que la funcion de la empresa o institucion publica sea la de impulsar la comunidad, actuando unicamente como nodo dinamizador, pero manteniendo la escencia P2P. este punto lo estoy intentando tratar en mi tesis aplicado a los destinos turisticos. como lo ves?
saludos
edu
January 14th, 2008 17:49
@Federico:
non ti preoccupare per il ritardo, grazie mille!
Devo ancora trovare il tempo per visitare tutti i link, ma mi paiono molto interessanti!
@Edu:
Si, es exactamente lo que intendo cuando hablo de instituciones que ahora son governance y diseñadores que son facilitadores…es muy interesante ver como se pueda llevar la actitud y las formas organizativas Open / P2P / 2.0, asì que seguro visitaré tu blog muchas veces! Y ademas, si vives en España (me parece de haber leido Canarias, verdad?), los temas del turismo y de la sociedad del conocimiento son muy actuales, asì que seguro tu busqueda serà aun mas importante! Que vaya bien!
October 8th, 2009 18:54
Ciao Massimo,
io ho sentito parlare di “middle-out approach” come una via di mezzo tra i classici top-down e bottom-up.
Anche se gli ambiti in cui ho intravisto questo termine sono principalmente quello dell’architettura e del design (ma inteso come processo progettuale), credo che il termine possa essere interessante e sfruttabile anche per quanto riguarda le dinamiche partecipative e collaborative…
fammi sapere che ne pensi! ciao
Paola
October 8th, 2009 19:25
Ciao Paola,
grazie per il commento!
A dire il vero non avevo mai sentito parlare di “middle-out approach”, quindi ora ne sono interessato! Hai qualche risorsa da consigliarmi in merito? Tutto ciò che riguarda la organizzazione (metadesign) di un processo progettuale è per me sicuramente utile! :)
Personalmente, non credo che approcci top-down e bottom-up siano necessariamente uno migliore dell’altro, ma che abbiano caratteristiche, esigenze e risultati diversi, e che quindi debbano essere utilizzati a seconda del contesto. Una delle idee più interessanti e utili che ho trovato sviluppando la mia tesi è che nei processi partecipati la partecipazione non debba essere considerata un obiettivo o ideale ma un vero e proprio strumento progettuale.
La domanda da porsi è: in questa fase del processo progettuale, chi ha le conoscenze, capacità e risorse necessarie per portare avanti il progetto? Per questo motivo ritengo che la matrice di partecipazione sia uno strumento di metadesign semplice e flessibile per stabilire il livello della partecipazione di ogni fase del processo. Nello stesso progetto possono esserci fasi top-down, fasi bottom-up, con differenti gradienti e personalizzazioni.
Per costruirmi queste è idee è stata fondamentale la lettura di:
Nabeel Hamdi, Reinhard Goethert, “Action Planning for Cities: Guide for Community Practice”, John Wiley & Sons 1997 (su Amazon)
Rimango comunque molto curioso riguardo al “middle-out approach”, chissà che non si riveli un altro strumento importante!
October 9th, 2009 09:37
Sì, sono d’accordo con quello che scrivi!
anche io mi sono imbattuta nel modello concettuale dell’Acton Planning e l’ho trovato molto interessante.
Ti passo un paio di link in cui si parla di approccio “middle-out”… come leggerai, i campi e gli scopi di applicazione sono abbastanza diversi da quelli che animano la tua ricerca, ma ritengo che il concetto sia validamente adattabile a tante questioni diverse (lo stesso vale per top-down e bottom-up, d’altronde)
http://www.dubberly.com/articles/middle-out-design.html
http://blogs.msdn.com/nickmalik/archive/2007/02/08/ifap-middle-out-architecture.aspx
a presto!
P.
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