November 7, 2007, 8:12 pm
Le scale della partecipazione
Categories: Open P2P Design
Tags: Design Methodology, Participation, Web 2.0
Progettare per/con una comunità significa soprattutto partecipazione, e le dinamiche Open Peer-to-Peer rappresentano una forte forma di partecipazione, attiva, dove le persone producono e condividono conoscenza con il fine di risolvere un problema. Questo tipo di partecipazione è un fenomeno recente, per cui è molto interessante prendere in considerazione come la partecipazione sia stata considerata fino ad oggi.
In questo post vorrei parlare di un modo specifico per analizzare e classificare la partecipazione, ovvero la sua descrizione come una scala.
La prima scala della partecipazione venne pubblicata in un articolo da Sherry Arnstein nel 1969 (Arnstein, Sherry R. “A Ladder of Citizen Participation,” JAIP, Vol. 35, No. 4, July 1969, pp. 216-224).

Perché usare una scala? Perché il concetto più importante da notare è che ci sono differenti livelli di partecipazione, che vanno da una partecipazione piena ad una fasulla, dal possedere il controllo del processo al farne parte sotto controllo.
Dopo questa scala, altre scale della partecipazione sono state descritte: ad esempio la
Scala della Partecipazione dei Bambini (chiamata anche Scala della Partecipazione della Gioventù), da (1997) Roger Hart, Children’s Participation: The Theory And Practice Of Involving Young Citizens In Community Development And Environmental Care, UNICEF:

…che è stata adattata e modificata anche come Scala della Partecipazione Volontaria.

…e, indovinate, è stata adottata una scala anche per il Web 2.0! Questa immagine proviene dal lavoro di Charlene Li presso Forrester (via Steve Rubel). La cosa più importante da notare è che il 52% (la maggioranza) è non attiva, ma questa non è una sorpresa.



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