La mia tesi è finalmente online nella sezione testi. Tuttavia cercherò di scrivere dei brevi post di riassunto della tesi, in modo che leggendoli si riesca a capire il senso dei post successivi pur senza dover leggerla. Incomincerei quindi raccontando il percorso che ho seguito nel sviluppare la tesi.
Negli ultimi anni (direi dal 2000 circa in poi), il mondo del design ha cominciato a rivolgere una crescente attenzione verso la dimensione locale, intesa come insieme delle caratteristiche del territorio a cui è diretto il progetto (da cui parte il progetto e a cui è diretto il progetto). Il territorio degli utenti ma anche dei progettisti: più in generale, il territorio di tutti gli stakeholder. Diverse iniziative sono sorte quindi a livello europeo e nazionale, nel tentativo di ridefinire una relazione che non è mai esistita (o quasi): la relazione tra Design e Dimensione Locale. Prodotto della Rivoluzione Industriale e della sua Modernità, il Design potrebbe essere preso ad esempio di come questa abbia tentato di ridurre al minimo la complessità delle caratteristiche locali per poterle sfruttare maggiormente. Non a caso, nell’immaginario del designer (di prodotto) rimangono la grande serie e le economia di scala.
Nato dall’esigenza del pensiero e dell’agire economico moderno, il Design però ne segue anche i tragitti: e come questo si sta interessando sempre maggiormente alla dimensione locale (vuoi anche per un tentativo di gestire meglio la globalizzazione), anche al Design è richiesto un tentativo di ideare soluzioni (e/o nuovi prodotti e servizi) a problematiche locali.
La dimensione locale diventa quindi il piano di azione sia per individuare nuove opportunità commerciali che per proporre soluzioni sostenibili (ai problemi generati dalle vecchie opportunità). Non a caso la maggior parte dei pensieri economici, da quelli più comuni e accettati (ad es. sviluppo, e quindi sviluppo locale) a quelli più radicali e innovatori (ad es. decrescita e quindi localismo), vedono la dimensione locale come il luogo di ogni agire del futuro.
Conformismo o rottura radicale, non si può prescindere dalla dimensione locale.
Ho interesse a riflettere più a fondo in seguito sul rapporto tra Design ed Economia (e tra Economia e Dimensione Locale, ed Economia e Sostenibilità): ciò che mi preme far notare ora è come la relazione del Design con la Dimensione Locale stia assumendo importanza. Ciò che in particolare mi ha interessato è le maggiori possibilità di ottenere risultati per una maggiore sostenibilità della società.
Due anni fa iniziai lo sviluppo della tesi sotto la guida del prof. Ezio Manzini. Per potermi orientare, costruii una mappa storico/bibliografia per capire come si era arrivati all’interesse verso la dimensione locale da parte di Economia, Marketing, Design, Architettura, Urbanistica, Istituzioni. Una mappa del percorso che le discipline più interessate ora alla dimensione locale hanno fatto fino ad ora.
Questa mappa mi servì per avere una visione di insieme sulla situazione, ed individuare una parola chiave per potermi orientare e costruire un mio percorso personale. Scelsi la parola partecipazione, dato che mi pareva essere quella che legava maggiormente queste discipline. Da questo punto si può già cominciare a capire come mai sia arrivato ad interessarmi di comunità…
(continua)


Leave a Reply