Secondo Genís Roca1, il Web 2.0 è anzitutto un movimento sociale prima che un modello di business, e da ciò deriva la difficoltà nell’identificare i suoi modelli di business sottostanti (proprio poiché in molte occasioni non ci sono modelli).
Il Web 2.0 è pieno di proposte in grado di generare guadagni economici, ma che sono nate con l’unica intenzione di risolvere una necessità personale. Queste proposte possono essere catalogate in tre tipi di iniziative che rispondono a motivazioni personali e che, nonostante non abbiano collegamenti fra loro, spesso costituiscono le fasi di vita di questi progetti, come se rappresentassero una loro più probabile una scala evolutiva.

1.1. Iniziative senza aspettative di ricavo economico

Rappresentano la maggioranza dei casi all’interno dell’ecosistema 2.0. L’iniziativa personale senza aspettative economiche è la motivazione di fondo nella grande maggioranza dei blog ed inoltre è all’origine di molti mash-up che popolano la rete. La nuova Internet rende possibile che chiunque, prendendo l’iniziativa, possa generare e distribuire contenuti e applicazioni, e può praticamente farlo senza costi tranne il tempo dedicato. E ci sono tanti motivi differenti da quelli puramente economici che possono giustificare che qualcuno destini una parte del proprio tempo a qualcosa.

1.2. Iniziative con aspettative di ricavo economico centrate nella persona

In alcuni casi le iniziative precedenti, sviluppate senza aspettative economiche, contribuiscono alla visibilità ed al riconoscimento dei loro autori. Quando ciò accade esiste la possibilità di portare avanti queste iniziative mantenendo e promuovendo la loro rilevanza sociale, dato che portano nuove occasioni e quindi ripercussioni economiche: partecipazione a congressi, pubblicazioni, formazione di società di consulenza, lavori… L’iniziativa continua il suo corso senza apportare direttamente alcun beneficio economico, ma la capitalizzazione dello sforzo prende forma nell’attività personale del promotore, che vede l’aumento nel suo stipendio come freelance o impiegato.

Oscar Manzano, che mantiene il blog A bit of an apple2, Emilio Arias di Todo BI3 e Tic616 creatore di Tic & Tac4, hanno elaborato una tipologia di profili5 attorno ai quali è possibile sviluppare possibili modelli di business nel mondo del software Open Source e che, leggermente adattata, può esserci utili per esemplificare i differenti profili che possono sorgere qualvolta si tenti di capitalizzare una iniziativa 2.0 (ovviamente una persona può ricoprire allo stesso tempo più di uno di questi profili):

  • Apostoli, o Evangelizzatori
    Sono chiamati anche A-list. Il loro sforzo si è guadagnato una importante attenzione e sono quindi divenuti guru capaci di creare e diffondere opinioni. Possono essere soggetti alle modo e trovano un possibile modello di business nella partecipazione a conferenze, nella pubblicazione di libri ed articoli, nella partecipazione a programmi radiofonici e televisivi e altre attività simili.
  • Tecnici
    Sono quelli che offrono la propria esperienza ed il proprio talento per affrontare il nuovo contesto socio-tecnologico. Possiedono un buon dominio tecnico e possono risolvere necessità di singole persone o di imprese. Probabilmente l’attività più comune che possano svolgere consiste nella personalizzazione e nel miglioramento di tutti gli aspetti di un blog, attività che può poi trasformarsi in una vera e propria impresa di servizi. Spesso si ricorre a loro anche per la realizzazione di mash-up specifici che, allo stesso modo, possono poi portare alla formazione di una impresa di servizi.
    Una terza attività molto comune risiede nella consulenza fornita al fine di comprendere le motivazioni e le sensibilità dei blogger, un aiuto che sempre più spesso diventa necessario per politici, imprese e creatori di campagne pubblicitarie.
  • Produttori
    Sono quelli che sviluppano un prodotto/servizio e, invece che lucrare su di esso tramite licenze proprietarie, ottengono un ritorno economico vendendosi come i migliori conoscitori di quel prodotto/servizio, il che da loro una notevole rilevanza all’interno del mercato (e da cui possono trarne vantaggi economici con strategie mirate).
  • Fornitori di supporto
    Conoscitori esperti di un prodott/servizio, si specializzano nella fornitura di supporto agli utenti di questi prodotti/servizi. Il caso più comune è quello degli esperti nel migliorare la efficacia degli annunci su Internet o la posizione nei risultati dei motori di ricerca. Questi esperti vengono denominati SEO (Search Engine Optimization) e conoscono tattiche, trucchi e strategie per migliorare i risultati ottenuti con Yahoo! o Google, ad esempio.
  • Formatori
    Conoscitori esperti di un prodotto/servizio, sviluppano attività formative per gli utenti di questi prodotti/servizi. Ci sono molti esempi di questo profilo, ed il più comune è rappresentato dai seminari di introduzioni ai concetti del Web 2.0.

Possiamo aggiungere ora altri appunti che possono essere utili per sviluppare strategie basate su questi profili. Mi riferisco ai cinque punti che Ross Mayfield6 ha proposto come azioni per una strategia efficace per la adozione di social software all’interno di una impresa, e che possono essere utili anche per servizi 2.0:

  1. Identificare gli utenti chiave all’interno dei gruppi
  2. Conoscere gli utenti chiave, le loro dinamiche e motivazioni
  3. Convertire gli utenti chiave in evangelizzatori
  4. Convertire gli evangelizzatori in formatori
  5. Appoggiare la adozione di iniziative emergenti e bottom-up

1.3. Iniziative con aspettative di ricavo economico centrate nel progetto

Ci sono persone che intraprendono iniziative a titolo personale, senza integrarsi in una organizzazione, e lo fanno con il desiderio di ottenere un ritorno economico. Non le spinge unicamente il servizio sociale che possono offrire, o il ritorno in prestigio o immagine, ma vogliono un ritorno economico diretto. In alcuni casi si cerca un modello di business che garantisca unicamente la sostenibilità economica del progetto, mentre in altri il promotore desidera migliorare la propria situazione economica.

La maniera più semplice e ovvia di iniziare ad ottenere ritorni economici è quella di basarsi sulla pubblicità, anche se questa sarà una soluzione poco più che simbolica a meno che non si conti su un pubblico ed una visibilità abbastanza significativi. E risulta difficile esplorare altre formule di business senza costituire una impresa e mantenendo al contempo il carattere personale del progetto.
In queste condizioni rimane come unica soluzione per la capitalizzazione della idea: venderla ad altri (soluzione adottata da molti imprenditori del Web 1.0 e che ha portato alla bolla speculativa, dato che molte delle idee vendute erano di poca importanza).

All’imprenditore che vuole offrire il proprio progetto può essere utile la consultazione delle strategie che hanno seguito chi ha potuto vendere il proprio blog ad un buon prezzo, alcune delle quali sono state analizzate dal giornalista Clive Thompson in un articolo pubblicato nel New York Magazine7.

  • Il modello del turista accidentale
    È il modello di chi inizia da solo, ha talento e si trova spinto da circostanze difficili da riprodurre.
  • Il modello discografico
    Consiste nella creazione di un gran numero di progetti diversificati tra loro, in cui ognuno punta in una direzione diversa alla ricerca delle opportunità economiche maggiori.

(continua)

Notes:

  1. (2007) Roca G., Contexto económico-empresarial, in (2007) Encinar J., Fumero A., Roca G., Web 2.0, Fundación Orange España, Madrid []
  2. http://www.abitofanapple.com/ []
  3. http://todobi.blogspot.com/ []
  4. http://tikitak.blogspot.com/ []
  5. http://applebit.wordpress.com/2005/12/27/open-source-in-a-collaborative-way/ []
  6. (2006) Mayfield, R., “An Adoption Strategy for Social Software in the Enterprise”, http://www.socialtext.com/node/70 []
  7. Clive Thompson, “Blogs to Riches. The Haves and Have-Nots of the Blogging Boom”, New York Magazine, 20/02/2006, http://nymag.com/news/media/15967/index.html []
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