December 14, 2008, 6:11 pm
UrbanLabs [03/03]: Spazio, tempo e metodologia
Categories: Conferenze / Eventi| Testi
Tags: City, Design Methodology, Innovation, Spain
Dopo il primo post su UrbanLabs, e il secondo post con la pubblicazione della presentazione che tenni in quell’occasione, qui vorrei parlare della metodologia che abbiamo adottato nei gruppi di lavoro.
01. Metodologia: Open Space Technology
Si tratta della metodologia denominata Open Space Technology:
Open Space Technology (OST) offers a method to run meetings of groups of any size. (“Technology” in this case means tool — a process; a method.) OST represents a self-organising process; participants construct the agenda and schedule during the meeting itself.
[...]
OST meetings have a single facilitator who initiates and concludes the meeting and explains the general method. The facilitator has no other role in the meeting and does not control the actual gathering in any way.
Qui di seguito alcune pagine per approfondire la metodologia Open Space Technology:
- http://www.openspaceworld.com/users_guide.htm
- http://www.openingspace.net/openSpaceTechnology_method.shtml
- http://blog.p2pfoundation.net/does-open-facilitation-favour-groupthink/2008/10/06
Si tratta quindi di una metodologia di sviluppo di progetti in gruppi basati su una propria auto-organizzazione, che possiamo vedere come una vera e propria metodologia di design partecipativo. Ed essere il facilitatore (enabler) del Gruppo A su Attività Collaborative e Open Innovation mi ha permesso metterla in pratica, comprovarne le caratteristiche e apprendere molto a riguardo.
Ho già detto che l’evento fu una sperimentazione collettiva che continua nel futuro, un processo di apprendimento collettivo riguardante lo sviluppo di progetti collaborativi. È stato un evento dove veramente tutti abbiamo appreso: organizzatori, facilitatori, partecipanti. Forse perché era la sua prima edizione, forse perché i sistemi sociali sempre generano ogni volte nuove reti e situazioni. Di fatto, grazie a questa metodologia UrbanLabs si è configurato come una Comunità che si auto-organizza per mezzo di pratiche aperte e paritarie: una Comunità Open P2P con una partecipazione mercantile. Ciò che si cercò di fare era infatti facilitare i partecipanti nella loro auto-organizzazione per la costruzione di nuovi progetti e reti sociali.
Ho già spiegato brevemente questa metodologia nella presentazione che mostrai, qui vi consiglio alcuni video che penso possano essere utili per comprenderla ulteriormente.
Ciò che è importante capire della metodologia Open Space Technology e delle sue leggi e ruoli, è che propone un modo per trarre il massimo dalle scarse risorse del gruppo di lavoro (cioè tempo e partecipanti) affinché tutti possano incontrare la propria maniera di partecipare e trovarsi a proprio agio.
Ecco un video di una unconference Open Space spiegato in tre minuti:
Questi sono due video timelapse di due unconference Open Space (sfortunatamente però non di UrbanLabs): grazie a questi video possiamo comprendere meglio come i partecipanti si auto-organizzino nello spazio e nel tempo.
Open Space – Theatre Bristol 19th July from metadaptive on Vimeo.
Al momento abbiamo solo questo video da UrbanLabs e dal mio gruppo di lavoro:
02. Metodologia: un codice sorgente per i progetti
Per facilitare i partecipanti a sviluppare progetti di attività collaborative, preparai alcune pagine con una struttura, alcune domande e strumenti utili per analizzare una Comunità/Località. Quando i partecipanti riempiono gli spazi bianche delle domande incominciano a produrre il codice sorgente dei progetti di Attività Collaborative.
Dato che avevamo poco tempo a disposizione, ne portai all’evento una versione ridotta (sezioni 00 e 01), lasciando la versione completa per il post-evento per chi ha intenzione di continuare con questo metodo. Si tratta di una prima versione (0.1) di una guida per analizzare (e quindi comprendere e poi progettare) progetti di innovazione aperte, ed in generale di progetti di Attività Collaborative per/con una Comunità/Località.
In queste pagine la metodologia di design Open P2P Design che io propongo è stata riassunta e divisa in quattro parti, affinché sia modulare e che tutti i partecipanti possano utilizzarla come vogliono e quando preferiscono.
Inoltre, questa guida viene pubblicata sotto licenza Creative Commons, cosicché i partecipanti possano modificarla e utilizzarla in maniera differente. Alla fine di ogni sezione c’è uno spazio per i commenti sulla metodologia, in modo che tutti (anche i partecipanti) possano svilupparla collettivamente.
Potete trovare la versione completa nel wiki di UrbanLabs o in Scribd (si vedano i link qui sotto).
Questa è la struttura della guida:
- 00. Mapear los recursos de los participantes del grupo de trabajo
Questa sezione è utile al facilitatore per conoscere meglio i partecipanti del gruppo di lavoro e mappare così le risorse del gruppo visto come una comunità di design; - 01. Diseñar una Actividad Colaborativa para una Comunidad/Localidad
Questa sezione serve come introduzione alla metodologia e pone così le prime domande generali a cui i partecipanti dovrebbero rispondere per proseguire poi nel processo progettuale; - 02. Analizar una Comunidad/Localidad y su Actividad
Questa sezione serve per analizzare la Comunità/Località con/per cui vogliamo sviluppare un progetto di Attività Collaborativa. Propone alcune domande utili per analizzare la Comunità/Località attraverso la propria Attività: in questo modo si può anche già apprendere un modo per analizzare e descrivere delle attività (cosa che si farà nella descrizione del progetto); - 03. Describir el proyecto de una Actividad Colaborativa para una Comunidad/Localidad
Questa sezione è utile come strumento per descrivere in maniera sintetica un progetto di Attività Collaborativa per una Comunità/Località; - 04. Organizar el proceso de diseño de una Actividad Colaborativa para una Comunidad/Localidad
Questa sezione è utile come strumento per organizzare le tappe del processo progettuale, in base a dove i progettisti si ritrovano nello spazio e nel tempo e al livello di partecipazione della Comunità/Località.
03. Risultati positivi di UrbanLabs
- UrbanLabs è stato il primo evento a proporre non solo dibattito e networking riguardo a Attività Collaborative e Open Innovation, ma anche la costruzione di progetti;
- è stato anche il primo evento su Attività Collaborative e Open Innovation con focus sulle città, e quindi su sistemi Comunità/Località;
- la importanza che UrbanLabs dà alla facilitazione: non tanto per la presenza dei facilitatori, quanto nella natura dell’evento stesso nel facilitare la nascita di progetti e la costruzione di reti sociali; non si cerca di costruire progetti top-down, ma di dare la possibilità e gli strumenti affinché si formino bottom-up. I facilitatori sono semplicemente uno degli strumenti dell’evento, un evento enabler;
- la natura di evento per un apprendimento collettivo (per organizzatori, facilitatori e partecipanti), grazie alla possibilità di dibattito e allo sviluppo di progetti;
- la costruzione di reti per progetti attuali e futuri;
- la organizzazione dello spazio in differenti tipi di evento (keynote speakers, arcamp e gruppi di lavoro) per una diversità e flessibilità complessiva;
- la presenza di molti partecipanti provenienti dalle ammistrazioni pubbliche, come nota anche Esteve Almirall.
Parlando dei risultati, qui potete trovare i progetti che sono stati sviluppati. Nel gruppo A, si passò dai 40-50 partecipanti del primo giorno (un successo!), ai 30 partecipanti del secondo giorno. Di conseguenza il primo giorno vennero proposti 12 progetti, di cui 3 vennero sviluppati ulteriormente il secondo giorno (Cartografías urbanas y plataformas participativas, Redes internacionales de ONGs, P2P LivingLab). Nel wiki ci sono solo alcuni appunti per ogni progetto, aspettando che nei prossimi mesi i partecipanti continuino a svilupparli, sia nel wiki che attraverso contatti diretti fra loro. L’aspetto importante da notare è che attraverso la messa a disposizione del wiki UrbanLabs continua a proporre uno spazio ai partecipanti di modo che si possano auto-organizzare nello sviluppo di progetti collaborativi.
04. Cosa si potrebbe migliorare ulteriormente in UrbanLabs
- Come consigliato da Michel Bauwens, sarebbe opportuno per la prossima edizione di UrbanLabs l’introduzione di un track parallelo (barcamp e gruppi di lavoro) in Inglese, per ampliare la rete dei partecipanti (già in questa edizione hanno partecipato alcuni stranieri, che sentivano la necessità di potersi esprimere in Inglese);
- se la presenza delle amministrazioni pubbliche è stata un successo (ed era uno degli obiettivi), la mancanza di imprese fa molto riflettere: è necessario coinvolgerle in modo maggiore nella partecipazione ad eventi di questo tipo;
- mentre la organizzazione dello spazio fu impeccabile, la organizzazione del tempo è veramente l’unico elemento su cui si potrebbe intervenire per la prossima edizione: ci fu una eccessiva frammentazione dei gruppi di lavoro nelle due giornate e soprattutto troppo poco tempo per i gruppi (altri partecipanti hanno presentato le stesse osservazioni qui e qui). C’era infatti troppo poco tempo affinché i partecipanti si potessero presentare (sia da parte loro che attraverso le domande della prima sezione della guida che avevo preparato) e discutere riguardo ai progetti (in maniera particolare nel mio gruppo di lavoro, dove c’erano quasi 50 partecipanti il primo giorno); inoltre molti partecipanti considerarono la divisione dei gruppi di lavoro come opportunità per cambiare gruppo al secondo giorno (conoscendo sì più persone e idee, però perdendo anche la opportunità di continuare a sviluppare i progetti iniziati);
- il numero dei partecipanti: 40/50 sono troppi per un gruppo di lavoro, con 30 già è possibile lavorare però l’ideale sarebbe avere circa 20-30 partecipanti; ovviamente, il numero dei partecipanti diventa un fattore problematico e non un fattore di successo solo in relazione al tempo disponibile.
Queste considerazioni conducono quindi alla formulazione di queste domande/consigli:
- dare ai gruppi di lavoro un giorno intero per lavorare?
- organizzare il barcamp ed i keynote speakers in un giorno unico ed i gruppi di lavoro in un altro giorno? Cioè, un giorno di conferenza/condivisione di conoscenza ed un giorno dedicato allo sviluppo dei progetti;
- organizzare qualcosa per il networking tra i partecipanti prima del giorno dei gruppi di lavoro?
- investire maggior tempo e risorse nella costruzione dei gruppi di lavoro prima dell’evento, online nel wiki?
- organizzare i gruppi di lavoro non per tema ma bensì per progetto (un evento project-oriented), magari riprendendo i progetti della prima edizione oppure con un concorso?
In definitiva, credo che UrbanLabs sia stato un evento molto importante e che abbia raggiunto gli obbiettivi che ci eravamo posti; ora è tempo di seguire lo sviluppo delle reti e dei progetti dei partecipanti, aspettando la prossima edizione.
Se volete commentare o lasciare consigli per il prossimo UrbanLabs, potete lasciare un commento in questo post o nella pagina di feedback dell’evento nel Wiki di UrbanLabs, o nel gruppo in Google.






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