In questo post vi suggerisco una lettura pubblicata sotto licenza Creative Commons, vi annuncio un evento a cui parteciperò e lancio una discussione aperta sul tema comune tra queste due proposte: quale sarà il futuro dell’Industrial Design e dei suoi processi produttivi, e come possiamo tracciarne una mappa?

Per prima cosa, quindi, vi suggerisco questa pubblicazione, Future of Making Map, pubblicata dall’Institute for the Future a questo indirizzo: http://iftf.org/node/1766.

Two future forces, one mostly social, one mostly technological, are intersecting to transform how goods, services, and experiences— the “stuff” of our world—will be designed, manufactured, and distributed over the next decade. An emerging do-it-yourself culture of “makers” is boldly voiding warranties to tweak, hack, and customize the products they buy. And what they can’t purchase, they build from scratch. Meanwhile, flexible manufacturing technologies on the horizon will change fabrication from massive and centralized to lightweight and ad hoc. These trends sit atop a platform of grassroots economics—new market structures developing online that embody a shift from stores and sales to communities and connections.

[...]

There is much to be learned from the maker mindset of collaboration, creativity, and open access. Yet the maker culture will not replace traditional industry. In the future, traditional manufacturers and maverick makers will be closely linked— sometimes cooperating, sometimes competing, but frequently blurring the boundaries that separate them. Success will occur when the two cultures are woven together in new and interesting ways.

via | core77

È una mappa molto interessante che sottolinea

  • le spinte (Drivers)
  • le tendenze (Trends)
  • i segnali (Signals)
  • i suggerimenti (Suggestions -Make the Future)

che potrebbero portare allo scenario di sistemi di design e produttivi distribuiti. Mostra i fenomeni sociali e tecnologici che spingono (Drivers) queste tendenze (Trends) (che mostrano il contrasto tra la situazione attuale del 2008 a quella probabile del 2018), i segnali (imprese, reti, progetti, prodotti, idee o innovazioni) e suggerimenti per l’uso della mappa stessa, al fine di pianificare il viaggio verso questo scenario.

E quindi vi annuncio che sono molto onorato di poter partecipare all’evento I Realize 09 che si terrà a Torino nei giorni 9-10 Giugno. Parteciperò in veste di co-facilitatore del workshop: Post-Industrial Design Workshop assieme allo studio di design torinese ToDo (Grazie Giorgio per l’invito!).

Come potete vedere nella pagina del workshop, studieremo il futuro del Post-Industrial Design e ne tracceremo una mappa, incominciando dai temi del Generative Design, Open Processes and Projects, Fabbing, Open P2P Marketplaces…

Alla fine del workshop produrremo tre mappe:

  • NEEDS – quali sono i bisogni ancora non soddisfatti, i problemi non risolti
  • DISRUPTIVE SOLUTIONS – possibili soluzioni (tecnologiche?) dirompenti ai problemi individuati
  • EXISTING ANSWERS – possibili risposte/soluzioni già esistenti (i.e. start-ups, tecnologie, idee, gruppi di lavoro, etc.) ma ancora non molto note.

Quali pensate siano i bisogni, le possibili soluzioni dirompenti (tecnologiche o sociali) e quelle già esistenti che possano portarci verso un sistema produttivo del Design più aperto, a rete e distribuito?

Quali pensate siano le strategie e gli strumenti migliori per mappare il sistema che sta emergendo?

Ci vediamo a Torino!

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