Massimo Menichinelli administrator

Massimo Menichinelli

massimo.menichinelli@openp2pdesign.org

Massimo Menichinelli is the founder of openp2pdesign.org.

He is a designer working and researching on open collaborative projects (Open Design/Open P2P Design) and the systems that design them since 2005. He’s interested in the relationships between design, localities, communities and complexity, learning from Open Source, P2P and Web 2.0 software and adopting their principles and practices.

He has worked as a designer and also at the Politecnico di Milano where he has given lectures about the relationships between design/locality/community/complexity and he has been interested in the organization of the design community of some courses.

He has been giving lectures and workshops about designing open and collaborative services with communities and spreading awareness and knowledge about Open Systems in Italy (First Free Software Italian Conference in Cosenza, I Realize in Turin and more), Spain (Institute for Advanced Architecture and UrbanLabs 08 in Barcelona and Creative Cities in Imagination Society in Caceres), Finland (keynote speaker at the Open 2009 Symposium, Helsinki), South Korea and Singapore (Open P2P Design workshops in Seoul, IDAS and Singapore, NTU) so far.

Dopo molti mesi di lavoro e organizzazione, sono veramente orgoglioso di annunciarvi i workshop e le conferenze che terrò il prossimo novembre. Mi aspettavo una crescita notevole dell’interesse verso i temi dell’Open Design e quindi anche dell’Open P2P Design, ma non immaginavo così tanto (ho addirittura dovuto rifiutare un paio di inviti)! Al momento sto ancora lavorando ai contenuti, quindi aspettatevi delle presentazioni e dei testi provenienti da questi eventi presto.

01. Speaker al Media Ecologies & Post-Industrial Production Conference

& lancio del P2P Research Group (un collettivo indipedennte alleato con la P2P Foundation)

University of Salford, Greater Manchester, UK
3 Novembre
http://www.espach.salford.ac.uk/sssi/p2p/
Sede: Innovation Forum


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At this event, we will discuss the emergence and proliferation of a new form of production and value creation: peer production, where communities of producers work to create (free) software/hardware and/or (open) content accessible to everyone. Within peer production, producers create products within a ‘commons’ or shared space, which can be used and modified by others who then return the product, thus improved, to the common pool. Producers often operate as a cooperative ecology between communities as well as the companies that create market-based spin-offs from that same commons.

Parlerò durante la sessione pomeridiana “Media Ecologies for Open Design Communities and Distributed Manufacturing”:

Free software-based peer production has developed integrated and sophisticated platforms facilitated by the fact that software can be executed in the same digital environment in which it is designed. But such is (at least presently) not the case for open hardware and any object that need to be made physically. In this case, much more integrated feedback loops are needed, which require more sophisticated collaboration platforms that may included designs, videos, the management of flows, recursive loops from physical experimentation; comparisons between experiments in various locales and so on. We want to know: what is the state of the art of the current collaborative platforms? What is needed? Are there any possibilities for synergies between various platform projects currently being undertaken?

con una presentazione intitolata “Open P2P Design. Metadesign for Open Design projects”. Sfortunatamente non ho potuto organizzare la mia presenza a Manchester per quel giorno, quindi parteciperò attraverso una video conferenza.

Qua trovate anche un Google group per il workshop:
http://groups.google.com/group/media-ecology-workshop-09

Grazie a Michel Bauwens, Nathan Cravens e Phoebe Moore per l’invito!

02. Keynote speaker a Open 2009

Media Lab Helsinki Doctor of Arts Symposium
5–6 Novembre presso il Media Lab
University of Art and Design Helsinki
http://opensymposium.net/2009/


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(more…)

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Alcuni mesi fa ho preparai una presentazione in Inglese sulla metodologia Open P2P Design e sul progetto openp2pdesign.org che non è stata poi utilizzata; ho deciso di risistemarla e pubblicarla ora dato che rappresenta la più corta e semplice introduzione alla metodologia Open P2P Design ed al progetto openp2pdesign.org. Potete trovarla in Slideshare:
http://www.slideshare.net/openp2pdesign/what-is-open-p2p-design

Potete anche scaricare il file pdf e condividerlo, è stato rilasciato sotto una licenza Creative Commons:
Massimo.Menichinelli_what.is.openp2pdesign

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Ecco qui altre risorse sul concetto Open Money, le sue tecnologie ed i progetti che lo stanno sviluppando.

Questi sono i tag che uso in delicious per salvare e organizzare tutti i link relativi ai temi Open Money e Monete Locali:
http://delicious.com/openp2pdesign/open_p2p+money
http://delicious.com/openp2pdesign/open_p2p+open_money
http://delicious.com/openp2pdesign/open_p2p+local_currency

Alcuni utenti Twitter da seguire:
http://twitter.com/openmoney
http://twitter.com/metacurrency
http://twitter.com/newcurrency
http://twitter.com/thetransitioner
http://twitter.com/fer_ananda
http://twitter.com/jfnoubel
http://twitter.com/flowplace
http://twitter.com/myrfa
http://twitter.com/zippy314

Twibe (gruppo di utenti di Twitter):
http://twibes.com/openmoney

Hashtags (tag scelti dagli utenti di Twitter per organizzare i loro Tweet su Twitter: una sorta di metadata):
http://hashtags.org/tag/openmoney/messages
http://hashtags.org/tag/p2pmoney/messages
http://hashtags.org/tag/metacurrency/messages
http://hashtags.org/tag/metacurrencies/messages

Social Networks:
http://openmoney.ning.com/
http://people.thetransitioner.org/

Una guida esauriente nella pagina Open Money nel wiki della P2P Foundation:
http://p2pfoundation.net/Open_Money

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Oltre ad Open Design, Open Hardware, Open Manufacturing, esiste un altro percorso intrapreso dal fenomeno Open Everything: Open Money. Anche se i progetti Open Money si trovano al momento ancora nelle loro fasi iniziali, rappresentano una mossa strategica e di metadesign molto importante per la facilitazione di forme organizzative comunitarie open p2p.

The open money project aims to create the global infrastructure, tools, governance mechanisms and platforms that will give communities the capacity to create their own currencies with just a few clicks and thereby liberate their wealth potential.1

Bisogna notare come questi esempi di Open Money possano essere visti e compresi come metacurrencies o metamonete (da segnalare infatti il progetto Metacurrency), dato che questi progetti rappresentano il design delle regole e degli artefatti necessari per lo sviluppo di monete specifiche per ogni comunità. I progetti Open Money saranno quindi parte importante delle piattaforme dei progetti di Open P2P Design (che sono essenzialmente dei progetti di metadesign di sistemi collaborativi aperti).

Vi segnalo quindi un bel video (con sottotitoli disponibili) realizzato dal Wall Street Journal che spiega chiaramente il concetto dell’Open Money e dei progetti simili:

Just as there are now millions of media outlets today, currencies will follow this same evolution by shifting from centralized authoritative models to distributed ones that allow better sustainability, distribution, transparency, and regulation mechanisms. Every community (associations, companies, cities, regions, states, professions, interest groups, etc) will be able to create their own currencies for their own marketplace.2

Qui un altro video (sempre con sottotitoli disponibili) a proposito del progetto Metacurrency:

Notes:

  1. http://p2pfoundation.net/Open_Money []
  2. http://p2pfoundation.net/Open_Money []
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Vi segnalo questa mappa mentale realizzata da Michel Bauwens, che rappresenta il suo lavoro di ricerca compiuto nella P2P Foundation negli ultimi 3 anni. Il concetto principale è stato suddiviso in 6 aspetti dei processi che rappresentano il ciclo di riproduzione e crescita della “openness” nella nostra società:

  1. Aspects of Openness
  2. Enablers of Openness
  3. Infrastructures of Openness
  4. Open Practices
  5. Open Domains of Practice
  6. Open Products
  7. Open Movements
  8. Open Consciousness

Nella pagina pubblica dedicata alla mappa su Mindmeister potete navigare la mappa con una risoluziona maggiore o esportarla come immagine, come file .pdf o in vari formati di mappe mentali, tra cui quello open source di Freemind (che può essere importato in un altro software open source ma migliore a mio avviso, Xmind), con cui potete editare la mappa.

Qui invece, nel Blog della P2P Foundation, potete leggere una descrizione più dettagliata della mappa.

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Di ritorno da I Realize 09, siamo ancora occupati al lavoro sulle mappe che abbiamo sviluppato durante il workshop; nel frattempo, potete guardare la web tv dell’evento qui, dove potete scegliere le sessioni che preferite (o leggere una recensione dell’evento qui).

Qui invece il video della sessione I Grow – Design a cui ho partecipato:

Potete anche vedere le foto fatte durante l’evento qui:

E queste sono le mie foto:

Grazie a Michal Piasecki e Stephen Williams per essere venuti!

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In questo post vi suggerisco una lettura pubblicata sotto licenza Creative Commons, vi annuncio un evento a cui parteciperò e lancio una discussione aperta sul tema comune tra queste due proposte: quale sarà il futuro dell’Industrial Design e dei suoi processi produttivi, e come possiamo tracciarne una mappa?

Per prima cosa, quindi, vi suggerisco questa pubblicazione, Future of Making Map, pubblicata dall’Institute for the Future a questo indirizzo: http://iftf.org/node/1766.

Two future forces, one mostly social, one mostly technological, are intersecting to transform how goods, services, and experiences— the “stuff” of our world—will be designed, manufactured, and distributed over the next decade. An emerging do-it-yourself culture of “makers” is boldly voiding warranties to tweak, hack, and customize the products they buy. And what they can’t purchase, they build from scratch. Meanwhile, flexible manufacturing technologies on the horizon will change fabrication from massive and centralized to lightweight and ad hoc. These trends sit atop a platform of grassroots economics—new market structures developing online that embody a shift from stores and sales to communities and connections.

[...]

There is much to be learned from the maker mindset of collaboration, creativity, and open access. Yet the maker culture will not replace traditional industry. In the future, traditional manufacturers and maverick makers will be closely linked— sometimes cooperating, sometimes competing, but frequently blurring the boundaries that separate them. Success will occur when the two cultures are woven together in new and interesting ways.

via | core77

È una mappa molto interessante che sottolinea

  • le spinte (Drivers)
  • le tendenze (Trends)
  • i segnali (Signals)
  • i suggerimenti (Suggestions -Make the Future)

che potrebbero portare allo scenario di sistemi di design e produttivi distribuiti. Mostra i fenomeni sociali e tecnologici che spingono (Drivers) queste tendenze (Trends) (che mostrano il contrasto tra la situazione attuale del 2008 a quella probabile del 2018), i segnali (imprese, reti, progetti, prodotti, idee o innovazioni) e suggerimenti per l’uso della mappa stessa, al fine di pianificare il viaggio verso questo scenario.

E quindi vi annuncio che sono molto onorato di poter partecipare all’evento I Realize 09 che si terrà a Torino nei giorni 9-10 Giugno. Parteciperò in veste di co-facilitatore del workshop: Post-Industrial Design Workshop assieme allo studio di design torinese ToDo (Grazie Giorgio per l’invito!).

Come potete vedere nella pagina del workshop, studieremo il futuro del Post-Industrial Design e ne tracceremo una mappa, incominciando dai temi del Generative Design, Open Processes and Projects, Fabbing, Open P2P Marketplaces…

Alla fine del workshop produrremo tre mappe:

  • NEEDS – quali sono i bisogni ancora non soddisfatti, i problemi non risolti
  • DISRUPTIVE SOLUTIONS – possibili soluzioni (tecnologiche?) dirompenti ai problemi individuati
  • EXISTING ANSWERS – possibili risposte/soluzioni già esistenti (i.e. start-ups, tecnologie, idee, gruppi di lavoro, etc.) ma ancora non molto note.

Quali pensate siano i bisogni, le possibili soluzioni dirompenti (tecnologiche o sociali) e quelle già esistenti che possano portarci verso un sistema produttivo del Design più aperto, a rete e distribuito?

Quali pensate siano le strategie e gli strumenti migliori per mappare il sistema che sta emergendo?

Ci vediamo a Torino!

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Un breve annuncio: Michel Bauwens, filosofo Belga e teorico del Peer-to-Peer, foundatore della P2P Foundation, sarà a Milano in questi giorni e presenterà due lecture.

Questa è la prima:

Date: Thursday, March 19, 2009
Time: 5:00pm – 7:00pm
Location: Aula 12, Scienze Politiche, Università di Milano
Street: via Conservatorio 7
City/Town: Milano, Italy

E questa è la seconda:

Date: Friday, March 20, 2009
Time: 5:00pm – 7:00pm
Location: Politecnico di Milano
Street: Piazza Leonardo Da Vinci, 32. Ala Nord, Chiostro Edificio N.
City/Town: Milan, Italy

Io assisterò alla seconda, spero di incontrarvi lì… E se non potete esserci, ricordatevi che potete assistere anche voi alla seconda conferenza online qui: http://live.laureaonline.it/intlessons/ dove potete anche interagire e porre domande a Michel Bauwens.

Ecco l’abstract delle due lecture:

TITLE: Peer to Peer as an economic and ethical revolution

Abstract:
A long-standing historical problem with social alternatives has been that none have them have been more productive than the for-profit alternatives, or at least not, in the context of the existing balance of power. However, a combination of technical and social trends has produced a historically novel situation that challenges this state of affairs. Internet-based tecnical infrastructures have made it possible to scale small-group dynamics to the level of global coordination of highly complex social artefacts that produce common value for self-aggregating peer producers; deep changes in ways of being, knowing and feeling have produced a new set of open and free, participatory, and commons-oriented paradigms that are changing the structure of desire of emerging generations.
Remarkably, the new set of social practices, i.e. peer production, peer governance, and peer property, are both strengthening the current political economy, (much as emerging capitalism did for the flagging feudal system from the 16th century onwards), but also undermining it through a systemic crisis of value, while also pointing to post-capitalist alternatives that may want day supplant the core of the current system.
This lecture by the founder of the P2P Foundation will examine the impact of peer production as a challenge to the current political economy and present different scenarios for the future of social change, especially in the context of the current meltdown.

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01. Net-Map: uno strumento per la social network analysis

Net-Map è uno strumento per la facilitazione e la visualizzazione sviluppato da Eva Schiffer che può essere molto utile per processi progettuali per/con Sistemi Comunità/Località.

Individual Net-Map 16, White Volta Basin Board, Ghana (Schiffer 2007)

Net-Map is an interview-based mapping tool that helps people understand, visualize, discuss, and improve situations in which many different actors influence outcomes. By creating Influence Network Maps, individuals and groups can clarify their own view of a situation, foster discussion, and develop a strategic approach to their networking activities. More specifically, Net-Map helps players to determine

  • what actors are involved in a given network,
  • how they are linked,
  • how influential they are, and
  • what their goals are.

Determining linkages, levels of influence, and goals allows users to be more strategic about how they act in these complex situations. It helps users to answer questions such as: Do you need to strengthen the links to an influential potential supporter (high influence, same goals)? Do you have to be aware of an influential actor who doesn’t share your goals? Can increased networking help empower your dis-empowered beneficiaries?

Fondamentalmente, Net-Map è uno strumento low-tech per lo svolgimento di analisi di reti sociali (social network analysis) all’interno di comunità. È uno strumento che:

  • soddisfa sia gli interessi della ricerca che quelli più immediati delle esigenze degli stakeholder;
  • è low-tech, low-cost, intuitivo e applicabile in tutte le culture;
  • mette in connessioni strumenti e metodologie di ricerca esistenti;
  • codifica la conoscenza tacita;
  • dà una struttura a complesse realtà di governance;
  • è flessibile per poter essere utilizzato in più contesti.

Questo strumento può contribuire a migliorare la comprensione di qualsiasi situazione in cui un certo numero di persone, gruppi, organizzazioni interagiscono per raggiungere obiettivi comuni o in conflitto tra loro. Tali situazioni possono includere la preparazione e il monitoraggio di politiche di intervento, il miglioramento e il coordinamento di processi di governance multistakeholder, una facilitazione di progetti inclusivi basati su comunità, la discussione di interventi per team di progetto, la comprensione e il miglioramento strategico delle reti di influenza personali.
Il concetto di social network analysis non è nuovo, ed esistono oramai molti software per l’analisi dei dati raccolti sul campo.
Tuttavia, la maggior parte dei metodi per la raccolta e l’analisi di dati riguardanti le reti sociali sono astratti e richiedono elevata capacità tecnica. Prima della Net-Map, era difficile per gli attori sul campo (grassroots) utilizzare l’analisi delle reti sociali per migliorare il proprio lavoro. Net-Map fornisce ed espande gli approcci precedenti ad una analisi delle reti sociali partecipativa per consentire a chiunque, indipendentemente dal livello di alfabetizzazione e di istruzione, per meglio comprendere e di comunicare il modo in cui loro stessi o il loro gruppo sono collegati ad altri e di individuare modi più efficaci per collaborare con i partner per raggiungere gli obiettivi reciproci.
Inoltre, è un metodo semplice per raccogliere questi dati in interviste faccia a faccia, per poterli poi usare in seguito con software per la social network analysis.

La mappatura delle reti è un approccio particolarmente importante per trovare un terreno comune su questioni molto controverse, come ad esempio l’accesso a pregiate risorse naturali.
Net-Map può aiutare gli utenti a capire i flussi di conoscenza formale ed informale, ed i modi in cui vengono prese le decisioni influenti sulla comunità intera.

Step 2 (Detail): How are they linked?

02. Il processo Net-Map

Questi sono gli strumenti necessari:

  • un foglio abbastanza grande per la visualizzazione della mappa della rete (uno per intervista, almeno di formato A3 ma meglio se A2);
  • pennarelli per la tracciatura delle connessioni (di colori differenti per relazioni e connessioni di tipo differente);
  • post-it come carte degli attori (possibilmente di differenti colori per differenti tipi di attori);
  • elementi rotondi e piatti per la costruzione delle torri di influenza (quale che sia la loro provenienza)
  • statuine/figurine per gli attori (provenienti da giochi, opzionali ma utili in particolar modo quando si intervistano persone analfabete).

E questo è il suo processo:

  1. Preparazione
    Organizzazione dell’intervista attraverso la definizione di:

    1. i temi da affrontare;
    2. le domande da rivolgere ed i dati da ricercare;
    3. che tipo di relazioni si vogliono studiare (uno ma suddiviso oppure più di uno, ma non più di 5);
    4. chi dovrebbe essere coinvolto nelle interviste e nella discussione finale.
  2. Pre-test
    Discussione della questione generale che si desidera esaminare, definire le relazioni e gli obiettivi con un attore che dimostra di conoscere bene l’ambiente sociale che si desidera studiare
  3. Preparazione dell’intervista
    Decidere chi sia necessario per l’intervista, dove svolgerla, per quanto tempo (1-2 ore per persona o di più per gruppi grandi), come svolgere la registrazione dei dati mentre si intervista e si facilita il processo allo stesso tempo, preparare l’insieme degli strumenti e materiali necessari per l’intervista
  4. Intervista
    1. Domanda 1: Chi è coinvolto?
      • Chiedere: “Chi è coinvolto nel processo?”
      • Scrivere il nome sui post-it degli attori (con differenti colori di post-it per differenti gruppi di attori) e distribuirli su un foglio Net-Map ancora bianco.
    2. Domanda 2: Come sono connessi?
      • Chiedere: “Chi è connesso a chi?” Esaminare tutti i diversi tipi di connessioni uno per uno (ad es. “Chi versa del denaro a chi? Chi disturba chi?”).
      • Disegnare delle frecce tra i post-it degli attori in base a quanto raccolto con le domande.
      • Se due attori scambiano qualcosa reciprocamente disegnare una freccia a due direzioni.
      • Se gli attori scambiano più di un bene, aggiungere più di una freccia colorata differentemente alle connessioni esistenti
    3. Domanda 3: Quanto sono influenti?
      • Chiedere: “Con quale forza gli attori possono influenzare xy (il nostro tema complesso)?”
      • Spiegare / elaborare collettivamente una definizione di influenza con gli intervistati, spiegando chiaramente che ci si sta riferendo alla influenza su xy e non all’influenza sul contesto più ampio esterno ad esso.
      • Chiedere agli intervistati di assegnare delle torri di influenza agli attori: maggiore l’influenza su un tema, più alta la torre. Torri di differenti attori possono avere la stessa altezza, mentre attori con nessuna influenza possono essere mantenuti al livello zero. L’altezza delle torri può essere scelta liberamente dagli intervistati.
      • Posizionare le torri di influenza vicino ai post-it degli attori.
      • Prendere nota per iscritto del risultato ottenuto e dare agli intervistati una ultima possibilità di aggiustare le torri.
    4. Domanda 4: Quali sono i loro obiettivi?
      • Chiedere, facendo riferimento agli obiettivi prestabiliti, attore per attore, quali obiettivi stia perseguendo.
      • Annotare delle abbreviazioni per gli obiettivi a fianco dei post-it per gli attori, permettendo più di un obiettivo dove opportuno.
    5. Discussione
      Discutere i risultati con gli intervistati. In relazione agli obiettivi di ogni specifico processo di mappatura, è possibile chiedere agli intervistati di pensare in maniera strategica alla rete mappata e a sviluppare idee per migliorare la situazione in futuro.
  5. Post-produzione
    Per poter meglio comprendere, archiviare ed analizzare ulteriormente la mappa, trasformarla in una matrice e caricarla in software di social network analysis.

Step 4: What are their goals?

03. Importanza di Net-Map per Open Peer-to-Peer Design

Net-Map è uno strumento molto utile in tutti quei casi di progetti sviluppati per/con una comunità (o meglio, un Sistema Comunità/Località), e condivide alcune caratteristiche dei processi progettuali Open Space Technology (è partecipativo, collaborativo e low-tech) all’interno dei quali può inoltre essere adottato.
Le tre ragioni per cui potremmo includere questo strumento in una metodologia Open P2P Design sono le seguenti:

  1. it is a tool for the analysis a social network (a community) in an easy way without reducing its complexity; it is a simpler social network analysis that can be learnt and put to practice easily and without much resources;
  2. it is a tool that describes both the interview process and the preparation process of the interview; it describes therefore the analysis process and its metadesign process;
  3. it is a low-tech and low-cost tool that can be used when working with rural community members with low formal education as well as with higher education.

Net-Map group activity 4, Fisheries Governance, Ghana (Hauck 2007)

Ecco una citazione che è molto interessante per l’ulteriore sviluppo della metodologia progettuale Open P2P Design:

Facilitating Inclusive Community-Based Projects
You work for a community-based conservation and development project that requires you to understand and integrate the needs and interests of different local and external groups. You want to make sure that everyone is included: rich and poor farmers, livestock owners, men and women, traditional authorities, government representatives, and nongovernmental organizations. You want to promote a better understanding between the different groups and develop a project plan that is inclusive and acceptable to everyone in the community, not just the local elites. Furthermore, you want to convince your donors that you have gone through an appropriate procedure to develop and implement this plan.
You use Net-Map to draw maps with representatives from all of the different groups. At a common meeting, all the participants can use these maps to explain to each other how they see the local situation, who is linked to whom, who they see as influential, and what goals they will pursue. They will discover that people with different positions in society see the world differently.
Visualizing networks, power, and goals makes it easier for everyone to discuss them. The concepts and visualization used in Net-Map are rather intuitive and easy to understand—even for community members with low or no schooling, thus allowing disadvantaged community members to document and express their views just as well as the other groups. And even though the goal will not necessarily be to agree on a common map, exchanging different views can help everyone involved to work on a solution that takes all the views into account. Repeated influence network mapping throughout the process will indicate whether you are on the path to reaching your goal.

Step 2 (Completed): How are they linked?

Potete trovare altre foto sull’utilizzo di Net-Map qui e i report su casi studio qui.

via | Visual Complexity

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Dopo alcuni mesi di intenso design e prototipizzazione, sono felice di annunciarvi che il bookshop online di openp2pdesign.org realizzato su Lulu.com è finalmente aperto e attivo a questo indirizzo: http://lulu.com/openp2pdesign.
A questo indirizzo troverete tutte le versioni cartacee dei libri pubblicati nel progetto openp2pdesign.org.

Il primo libro che potete già trovare è la versione cartacea di openp2pdesign.org_1.1, che è stata già pubblicata online nel Settembre 2008. Sono disponibili tre versioni: in Inglese, in Italiano, in Spagnolo. Ho dovuto lavorare a queste versioni ulteriormente, per poter ottenere la migliore qualità di stampa che i servizi di print-on-demand di Lulu.com possono offrire. Per fare ciò ho dovuto sperimentare ed imparare sia con Scribus (ho usato la versione 1.3.4 unstable, con funzionalità più avanzate ma davvero instabile e con alcuni bug noiosi) che con i servizi di Lulu.com (ci sono stati alcuni problemi con gli elementi al margine e con un taglio delle pagine di difficile comprensione e gestione).
Dopo tutte queste sperimentazioni ho deciso di pubblicare queste versioni solo in bianco e nero (ma con copertine in quadricromia) dato che altrimenti le copie sarebbero costate eccessivamente.
Come risultato conseguente e ricercato, le mie conoscenza nella progettazione, pubblicazione e stampa di libri sono cresciute notevolmente, e d’ora in poi sarà per me più facile pubblicare libri all’interno del progetto openp2pdesign.org: aspettativi altri libri in futuro!

openp2pdesign.org_1.1

openp2pdesign.org_1.1
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