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01. Net-Map: uno strumento per la social network analysis

Net-Map è uno strumento per la facilitazione e la visualizzazione sviluppato da Eva Schiffer che può essere molto utile per processi progettuali per/con Sistemi Comunità/Località.

Individual Net-Map 16, White Volta Basin Board, Ghana (Schiffer 2007)

Net-Map is an interview-based mapping tool that helps people understand, visualize, discuss, and improve situations in which many different actors influence outcomes. By creating Influence Network Maps, individuals and groups can clarify their own view of a situation, foster discussion, and develop a strategic approach to their networking activities. More specifically, Net-Map helps players to determine

  • what actors are involved in a given network,
  • how they are linked,
  • how influential they are, and
  • what their goals are.

Determining linkages, levels of influence, and goals allows users to be more strategic about how they act in these complex situations. It helps users to answer questions such as: Do you need to strengthen the links to an influential potential supporter (high influence, same goals)? Do you have to be aware of an influential actor who doesn’t share your goals? Can increased networking help empower your dis-empowered beneficiaries?

Fondamentalmente, Net-Map è uno strumento low-tech per lo svolgimento di analisi di reti sociali (social network analysis) all’interno di comunità. È uno strumento che:

  • soddisfa sia gli interessi della ricerca che quelli più immediati delle esigenze degli stakeholder;
  • è low-tech, low-cost, intuitivo e applicabile in tutte le culture;
  • mette in connessioni strumenti e metodologie di ricerca esistenti;
  • codifica la conoscenza tacita;
  • dà una struttura a complesse realtà di governance;
  • è flessibile per poter essere utilizzato in più contesti.

Questo strumento può contribuire a migliorare la comprensione di qualsiasi situazione in cui un certo numero di persone, gruppi, organizzazioni interagiscono per raggiungere obiettivi comuni o in conflitto tra loro. Tali situazioni possono includere la preparazione e il monitoraggio di politiche di intervento, il miglioramento e il coordinamento di processi di governance multistakeholder, una facilitazione di progetti inclusivi basati su comunità, la discussione di interventi per team di progetto, la comprensione e il miglioramento strategico delle reti di influenza personali.
Il concetto di social network analysis non è nuovo, ed esistono oramai molti software per l’analisi dei dati raccolti sul campo.
Tuttavia, la maggior parte dei metodi per la raccolta e l’analisi di dati riguardanti le reti sociali sono astratti e richiedono elevata capacità tecnica. Prima della Net-Map, era difficile per gli attori sul campo (grassroots) utilizzare l’analisi delle reti sociali per migliorare il proprio lavoro. Net-Map fornisce ed espande gli approcci precedenti ad una analisi delle reti sociali partecipativa per consentire a chiunque, indipendentemente dal livello di alfabetizzazione e di istruzione, per meglio comprendere e di comunicare il modo in cui loro stessi o il loro gruppo sono collegati ad altri e di individuare modi più efficaci per collaborare con i partner per raggiungere gli obiettivi reciproci.
Inoltre, è un metodo semplice per raccogliere questi dati in interviste faccia a faccia, per poterli poi usare in seguito con software per la social network analysis.

La mappatura delle reti è un approccio particolarmente importante per trovare un terreno comune su questioni molto controverse, come ad esempio l’accesso a pregiate risorse naturali.
Net-Map può aiutare gli utenti a capire i flussi di conoscenza formale ed informale, ed i modi in cui vengono prese le decisioni influenti sulla comunità intera.

Step 2 (Detail): How are they linked?

02. Il processo Net-Map

Questi sono gli strumenti necessari:

  • un foglio abbastanza grande per la visualizzazione della mappa della rete (uno per intervista, almeno di formato A3 ma meglio se A2);
  • pennarelli per la tracciatura delle connessioni (di colori differenti per relazioni e connessioni di tipo differente);
  • post-it come carte degli attori (possibilmente di differenti colori per differenti tipi di attori);
  • elementi rotondi e piatti per la costruzione delle torri di influenza (quale che sia la loro provenienza)
  • statuine/figurine per gli attori (provenienti da giochi, opzionali ma utili in particolar modo quando si intervistano persone analfabete).

E questo è il suo processo:

  1. Preparazione
    Organizzazione dell’intervista attraverso la definizione di:

    1. i temi da affrontare;
    2. le domande da rivolgere ed i dati da ricercare;
    3. che tipo di relazioni si vogliono studiare (uno ma suddiviso oppure più di uno, ma non più di 5);
    4. chi dovrebbe essere coinvolto nelle interviste e nella discussione finale.
  2. Pre-test
    Discussione della questione generale che si desidera esaminare, definire le relazioni e gli obiettivi con un attore che dimostra di conoscere bene l’ambiente sociale che si desidera studiare
  3. Preparazione dell’intervista
    Decidere chi sia necessario per l’intervista, dove svolgerla, per quanto tempo (1-2 ore per persona o di più per gruppi grandi), come svolgere la registrazione dei dati mentre si intervista e si facilita il processo allo stesso tempo, preparare l’insieme degli strumenti e materiali necessari per l’intervista
  4. Intervista
    1. Domanda 1: Chi è coinvolto?
      • Chiedere: “Chi è coinvolto nel processo?”
      • Scrivere il nome sui post-it degli attori (con differenti colori di post-it per differenti gruppi di attori) e distribuirli su un foglio Net-Map ancora bianco.
    2. Domanda 2: Come sono connessi?
      • Chiedere: “Chi è connesso a chi?” Esaminare tutti i diversi tipi di connessioni uno per uno (ad es. “Chi versa del denaro a chi? Chi disturba chi?”).
      • Disegnare delle frecce tra i post-it degli attori in base a quanto raccolto con le domande.
      • Se due attori scambiano qualcosa reciprocamente disegnare una freccia a due direzioni.
      • Se gli attori scambiano più di un bene, aggiungere più di una freccia colorata differentemente alle connessioni esistenti
    3. Domanda 3: Quanto sono influenti?
      • Chiedere: “Con quale forza gli attori possono influenzare xy (il nostro tema complesso)?”
      • Spiegare / elaborare collettivamente una definizione di influenza con gli intervistati, spiegando chiaramente che ci si sta riferendo alla influenza su xy e non all’influenza sul contesto più ampio esterno ad esso.
      • Chiedere agli intervistati di assegnare delle torri di influenza agli attori: maggiore l’influenza su un tema, più alta la torre. Torri di differenti attori possono avere la stessa altezza, mentre attori con nessuna influenza possono essere mantenuti al livello zero. L’altezza delle torri può essere scelta liberamente dagli intervistati.
      • Posizionare le torri di influenza vicino ai post-it degli attori.
      • Prendere nota per iscritto del risultato ottenuto e dare agli intervistati una ultima possibilità di aggiustare le torri.
    4. Domanda 4: Quali sono i loro obiettivi?
      • Chiedere, facendo riferimento agli obiettivi prestabiliti, attore per attore, quali obiettivi stia perseguendo.
      • Annotare delle abbreviazioni per gli obiettivi a fianco dei post-it per gli attori, permettendo più di un obiettivo dove opportuno.
    5. Discussione
      Discutere i risultati con gli intervistati. In relazione agli obiettivi di ogni specifico processo di mappatura, è possibile chiedere agli intervistati di pensare in maniera strategica alla rete mappata e a sviluppare idee per migliorare la situazione in futuro.
  5. Post-produzione
    Per poter meglio comprendere, archiviare ed analizzare ulteriormente la mappa, trasformarla in una matrice e caricarla in software di social network analysis.

Step 4: What are their goals?

03. Importanza di Net-Map per Open Peer-to-Peer Design

Net-Map è uno strumento molto utile in tutti quei casi di progetti sviluppati per/con una comunità (o meglio, un Sistema Comunità/Località), e condivide alcune caratteristiche dei processi progettuali Open Space Technology (è partecipativo, collaborativo e low-tech) all’interno dei quali può inoltre essere adottato.
Le tre ragioni per cui potremmo includere questo strumento in una metodologia Open P2P Design sono le seguenti:

  1. it is a tool for the analysis a social network (a community) in an easy way without reducing its complexity; it is a simpler social network analysis that can be learnt and put to practice easily and without much resources;
  2. it is a tool that describes both the interview process and the preparation process of the interview; it describes therefore the analysis process and its metadesign process;
  3. it is a low-tech and low-cost tool that can be used when working with rural community members with low formal education as well as with higher education.

Net-Map group activity 4, Fisheries Governance, Ghana (Hauck 2007)

Ecco una citazione che è molto interessante per l’ulteriore sviluppo della metodologia progettuale Open P2P Design:

Facilitating Inclusive Community-Based Projects
You work for a community-based conservation and development project that requires you to understand and integrate the needs and interests of different local and external groups. You want to make sure that everyone is included: rich and poor farmers, livestock owners, men and women, traditional authorities, government representatives, and nongovernmental organizations. You want to promote a better understanding between the different groups and develop a project plan that is inclusive and acceptable to everyone in the community, not just the local elites. Furthermore, you want to convince your donors that you have gone through an appropriate procedure to develop and implement this plan.
You use Net-Map to draw maps with representatives from all of the different groups. At a common meeting, all the participants can use these maps to explain to each other how they see the local situation, who is linked to whom, who they see as influential, and what goals they will pursue. They will discover that people with different positions in society see the world differently.
Visualizing networks, power, and goals makes it easier for everyone to discuss them. The concepts and visualization used in Net-Map are rather intuitive and easy to understand—even for community members with low or no schooling, thus allowing disadvantaged community members to document and express their views just as well as the other groups. And even though the goal will not necessarily be to agree on a common map, exchanging different views can help everyone involved to work on a solution that takes all the views into account. Repeated influence network mapping throughout the process will indicate whether you are on the path to reaching your goal.

Step 2 (Completed): How are they linked?

Potete trovare altre foto sull’utilizzo di Net-Map qui e i report su casi studio qui.

via | Visual Complexity

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I’m very happy to say that a Design Research Initiative that influenced me very much during the development of my thesis has been selected among the finalist projects for the most important Italian Design Award.

EMUDE (Emerging User Demands for Sustainable Solutions) was a programme of activities funded by the European Commission, the aim of which was to explore the potential of social innovation as a driver for technological and production innovation, in view of sustainability. To this end it seeks to shed more light on cases where subjects and communities use existing resources in an original way to bring about system innovation. From here, it intends to pinpoint the demand for products, services and solutions that such cases and communities express, and point to research lines that could lead to improved efficiency, accessibility and diffusion.

As we can see here, has been selected among the finalist projects for the Compasso d’Oro.
(more…)

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Estoy muy feliz de ver que la Investigación de Diseño que me influenciò mucho mientras desarrolaba mi tesis se encuentra ahora entre los finalistas del premio de Diseño Italiano más importante.

EMUDE (Emerging User Demands for Sustainable Solutions) fue un programa de actividades financiado por la Comisión Europea, cuyo objetivo era explorar el potencial de la innovación social como un estímulo para la innovación tecnológica y productiva, en vista de la sostenibilidad. Para ello, trata de arrojar más luz sobre los casos en que los sujetos y las comunidades ya utilizan los recursos existentes de una manera original para lograr una innovación de sistema. A partir de aquí, tenía la intención de determinar la demanda de productos, servicios y soluciones que esos casos y las comunidades expresan, y encontrar líneas de investigación que podrían conducir a una mayor eficiencia, accesibilidad y difusión de esos casos.

Como podemos ver aquí, se encuentra ahora entre los finalistas del Compasso d’Oro.

He escrito antes (aquí y aquí) que las Comunidades Creativas (comunidades que se forman de manera bottom-up y se auto-organizan para resolver problemas locales de manera sostenible) pueden ser útiles para difundir comportamientos sostenibles en toda la sociedad, puesto que ya muestran estilos de vida sostenibles, basados en el uso sostenible y adecuado de los recursos.
Los diseñadores podrían apoyar el surgimiento y difusión de las Comunidades Creatives, proporcionándoles productos, herramientas de comunicación, servicios y estrategias que puedan ayudarles a realizar sus actividades. Y un Diseño Open P2P podría gestionar formas de organización y principios Open P2P como una herramienta de diseño y como un objetivo de diseño para apoyar esas Comunidades.

Todos estos casos han sido publicados en un libro: “Creative communities. People inventing sustainable ways of living”, Edited by Anna Meroni with essays by: Priya Bala, Paolo Ciuccarelli, Luisa Collina, Bas de Leeuw, François Jégou, Helma Luiten, Ezio Manzini, Isabella Marras, Anna Meroni, Eivind Stø, Pål Strandbakken, Edina Vadovics”

The book is about social innovation as a driver for sustainable technological and production innovation. Adopting a design perspective, it presents several case studies and their providers, the creative communities, where individuals and communities use existing resources in a creative, original way to bring about system innovation.
This book does not set out to give yet another theoretical definition of creativity. Instead it seeks to define creativity through a series of innovative responses to the various problems that crop up in everyday life. So it talks about on-the-field creativity (and therefore innovation) triggered by the real context of needs, resources, principles and capabilities.

Aquí podeis descargar el libro, bajo de una licencia Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5:
http://www.sustainable-everyday.net/main/?page_id=19

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Sono contento di venire a sapere che una Ricerca di Design che mi influenzò molto durante lo svolgimento della mia tesi si trova tra i finalisti del più importante premio di design italiano.

EMUDE (Emerging User Demands for Sustainable Solutions) è stato un programma di attività finanziato dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di esplorare i potenziali della innovazione sociale come driver (motore) per innovazioni tecnologiche e produttive, nell’ottica della sostenibilità.
Con questo fine ha cercato di gettare luce su quei casi dove singole persone e comunità utilizzano le risorse già esistenti in modi originali per generare una innovazione sistemica. Da ciò si ottiene una definizione precisa di prodotti, servizi e soluzioni che questi casi e comunità esprimono, e la generazione di linee di ricerca che potrebbero portare a miglioramenti nella loro efficienza, accessibilità e diffusione.

Come possiamo vedere qui, questa iniziativa si trova tra i finalisti selezionati per il Compasso d’Oro.

Ho scritto precedentemente (qui e qui) che le Comunità Creative (comunità che sorgono in modo bottom-up e si auto-organizzano per risolvere un problema locale in maniera sostenibile) possono essere utili per la diffusione di comportamenti sostenibili all’interno della società, dato che hanno già adottato stili di vita sostenibili, basati su un utilizzo sostenibile ed equo delle risorse.
I designers potrebbero fornire un supporto all’emergenza e alla diffusione delle Comunità Creative fornendo loro i prodotti, gli strumenti comunicativi, i servizi e le strategie che possono risultare utili nello svolgimento delle proprie attività comunitarie. Ed un Open P2P Design potrebbe essere utile per portare forme organizzative e principi Open P2P come strumento progettuale e come obiettivo progettuale nei processi di supporto a tali comunità.

Tutti questi casi sono stati pubblicati in un libro: “Creative communities. People inventing sustainable ways of living”, Edited by Anna Meroni with essays by: Priya Bala, Paolo Ciuccarelli, Luisa Collina, Bas de Leeuw, François Jégou, Helma Luiten, Ezio Manzini, Isabella Marras, Anna Meroni, Eivind Stø, Pål Strandbakken, Edina Vadovics”

The book is about social innovation as a driver for sustainable technological and production innovation. Adopting a design perspective, it presents several case studies and their providers, the creative communities, where individuals and communities use existing resources in a creative, original way to bring about system innovation.
This book does not set out to give yet another theoretical definition of creativity. Instead it seeks to define creativity through a series of innovative responses to the various problems that crop up in everyday life. So it talks about on-the-field creativity (and therefore innovation) triggered by the real context of needs, resources, principles and capabilities.

A questo indirizzo potete scaricare il libro, pubblicato con una licenza del tipo Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5:
http://www.sustainable-everyday.net/main/?page_id=19

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One of the key point of Open P2P Design is that the designer/s should become an enabler of the creativity that lays in a community/system. I will write something more about this theme in the future (a very long post is under construction), but for the moment I’d like to suggest you a brief example of a design studio that decided to act as an enabler of the customer’s creativity: Fluid Forms. Individual Design from Graz, Austria. This time I’d like to talk about their latest project, Fluid Earth.

Fluid Earth

Fluid Earth consist in an easy to use Online-Design-Tool, with which the user can design herself/himself unique objects (bowl or lamp) for the home, at home. The user can select a desired locality using GoogleMaps and see it represented as a lamp or a bowl. The selection can also be enlarged, decreased and shifted; at the same time the finished product is displayed as a 3D-Model.

Fluid Earth

Complexity here is not recreated artificially (as it happens in the generative design projects); instead it is gathered from an already existing database (localities and their geography and orography). The user is an agent that discover this complexity and transform it into a design project (in this case, however, complexity and localities are not addressed directly but only superficially, just at the aesthetic level).

Fluid Earth

Note that this is not a collaborative or collective project, it’s just a web-based mass-customization project; anyway, its importance lays in the idea that a design studio can work enabling not its creativity but someone else’s one (they call it meta-design).

Personal tastes are as different as people themselves.

For this reason Fluidforms offers everyone an individual Design. Our website enables you to design according to your own preferences with but a few clicks of the mouse. Create your own unique forms, and bring to life your own individual Design.

Individual Design involves designing not a single product, as in traditional design, but what we call a Meta-Design. A Meta-Design is a framework in which the consumer may modify his or her product. The designers job is to make sure that the consumer is supported in their design process and can not specify a product that does not reach functional or aesthetic requirements.

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Uno de los principales puntos de un Diseño Open P2P es que el diseñador debe convertirse en un facilitador de la creatividad que se halla en una comunidad / sistema. Voy a escribir algo más sobre este tema en el futuro (un post muy largo está ahora mismo en construcción), pero por el momento me gustaría sugerir un breve ejemplo de un estudio de diseño que ha decidido de actuar como un facilitador de la creatividad de los clientes: Fluid Forms. Individual Design de Graz, Austria. Esta vez me gustaría hablar de su último proyecto, Fluid Earth.

Fluid Earth

Fluid Earth consiste en una herramienta de diseño online fácil de utilizar, con la que el usuario puede diseñar sus propios objetos únicos (cuenco o lámpara) para el hogar, en casa. El usuario puede seleccionar una localidad deseada utilizando GoogleMaps y la vee representadas como una lámpara o un plato. La selección también puede ser ampliada, diminuida o movida y, al mismo tiempo el producto terminado se muestra como un modelo 3D.

Fluid Earth

La complejidad aquí no està recreada artificialmente, sino es recogida da un database que ya existe (las localidades y sus geografía y orografía). El usuario como un agente que descubre esta complejidad y la transforma en un proyecto de diseño (en este caso, sin embargo, la complejidad y las localidades no se abordan directamente pero sólo superficialmente, solamente a un nivel estético).

Fluid Earth

Hay que tener en cuenta que no se trata de una colaboración o proyecto colectivo, es sólo un proyecto de personalización en masa basado en una pagína web; de todos modos, su importancia se encuentra en la idea que un estudio de diseño pueda trabajar, facilitando no su propria creatividad, sino aquella de otras personas (en un processo que ellos mismo llaman meta-diseño).

Personal tastes are as different as people themselves.

For this reason Fluidforms offers everyone an individual Design. Our website enables you to design according to your own preferences with but a few clicks of the mouse. Create your own unique forms, and bring to life your own individual Design.

Individual Design involves designing not a single product, as in traditional design, but what we call a Meta-Design. A Meta-Design is a framework in which the consumer may modify his or her product. The designers job is to make sure that the consumer is supported in their design process and can not specify a product that does not reach functional or aesthetic requirements.

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Uno dei punti fondamentali dell’Open P2P Design risiede nell’idea che al designer convenga divenire un facilitatore della creatività distribuita all’interno di una comunità/sistema. Ho intenzione di scrivere un contributo più elaborato su questo tema in futuro (un lungo post è già in cantiere), ma per il momento vorrei segnalarvi un breve esempio di uno studio di design che ha deciso di agire come facilitatore della creatività dei propri clienti: Fluid Forms. Individual Design da Graz, Austria. In questo post vi vorrei parlare del loro ultimo progetto, Fluid Earth.

Fluid Earth

Fluid Earth consiste in uno strumento di progettazione online di facile utilizzo, con cui l’utente può progettare da sé oggetti unici (ciotole o lampade) per la casa, senza muoversi da casa. L’utente può scegliere una località desiderata utilizzando GoogleMaps per vederla rappresentata come lampada o ciotola. La selezione può essere allargata, ridotta o spostata, vedendo in tempo reale la sua trasformazione in un modello 3D.

Fluid Earth

La complessità qui non viene ricreata artificialemente (come nei casi di design generativo, ma viene invece raccolta da un database già esistente (le località e le loro geografie ed orografie). L’utente diviene quindi un agente che scopre la complessità e la trasforma in un progetto di design (in questo caso però, complessità e località non vengono affrontate direttamente ma solo superficialmente, a livello estetico).

Fluid Earth

Bisogna notare inoltre che questo non è un progetto collettivo o collaborativo, ma solamente un progetto di mass-customization basato su una pagina web; ad ogni modo, la sua importanza risiede nella idea che uno studio di design possa lavorare facilitando non la propria creatività, ma quella di qualcun altro (con un processo che loro stessi chiamano meta-design).

Personal tastes are as different as people themselves.

For this reason Fluidforms offers everyone an individual Design. Our website enables you to design according to your own preferences with but a few clicks of the mouse. Create your own unique forms, and bring to life your own individual Design.

Individual Design involves designing not a single product, as in traditional design, but what we call a Meta-Design. A Meta-Design is a framework in which the consumer may modify his or her product. The designers job is to make sure that the consumer is supported in their design process and can not specify a product that does not reach functional or aesthetic requirements.

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E il secondo annuncio riguarda l’evento UrbanLabs 08, che avrà luogo nei giorni 9-10-11 di Ottobre 2008 nel centro Citilab de Cornellà (Barcelona), uno spazio orientato ad attivare, favorire e sviluppare la capacità creative ed innovative per quanto riguarda le nuove tecnologie di imprenditori, imprese, cittadine e cittadini all’interno di una società dell’informazione e della conoscenza.

L’obiettivo di questo evento è pensare e proporre nuovi progetti e pratiche al servizio delle città e dei cittadini, basandosi su esempi già esistenti di appropriazione delle tecnologie ICT da parte di iniziative di innovazione sociale. La interazione tra tecnologia digitale, cultura digitale e la dimensione urbana porta a possibilità di azione che influenzano ambiti distinti fino ad ora ed aprono nuove possibilità a pratiche non solo partecipativa ma potenzialmente anche creative ed innovative. Queste innovazioni possono essere trasformate in nuove opportunità per lo sviluppo socio-economico e culturale locale così come per il rafforzamento delle reti urbane e dei meccanismi partecipativi di gestione della città. La località come obiettivo, da una prospettiva globale e con strumenti globali.

Urbanlabs 08

La notizia che mi dà molta soddisfazione è che Ramon Sanguesa mi ha invitato a partecipare all’evento come facilitatore del Gruppo A, che discuterà come sviluppare progetti di innovazione aperta e collaborativa nel contesto sociale, tecnologico ed impresariale. Questo evento rappresenta quindi una opportunità molto importante di confronto, condivisione e sperimentazione sul tema di una innovazione sociale e aperta per comunità e città, attraverso il ruolo di facilitatore (enabler).

L’obiettivo dei sei gruppi di lavoro
è di fornire un luogo di conversazione, discussione e sviluppo di progetti concreti relazionati alla propria specifica tematica. Gli obiettivi del Gruppo A sono al momento questi:

  • lavorare su progetti innovativi basati sulla collaborazione tra cittadini ed imprese;
  • esplorare il concetto di una innovazione sociale, tecnologica ed impresariale aperta (open innovation);
  • esplorare il concetto di Open Design (o come preferisco dire io, Open Peer-to-Peer Design);
  • studiare come la Open Culture stia cambiando la società verso una direzione più legata alla collaborazione.

Prima dell’evento vero e proprio, nelle pagine di ogni gruppo di lavoro sarà possibile sviluppare eventuali contenuti, progetti ed iniziative. Ogni pagina può essere editata dal proprio facilitatore e da chi è interessato alla partecipazione, sia inserendo nuovi contenuti che discutendo nella specifica pagina dedicata al dibattito.

Altre buone ragioni per venire all’evento sono la preseza di Michel Bauwens della P2P Foundation e di Juan Freire.

Le iscrizioni per i primi 100 posti sono ora aperte e gratuite; una volta esauriti i posti, per motivi organizzativi, vi saranno ancora 50 posti a cui è possibile accedere pagando 50 euro. Durante le giornate sarà comunque possibile assistere all’evento anche attraverso uno streaming video sul sito web..

Spero che parteciperete all’evento, sia nel sito web che nel centro Citilab!

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Y el segundo anuncio se refiere al evento UrbanLabs 08, que se tendrà en los dias 9-10-11 de Ottobre 2008 nel Citilab de Cornellà (Barcelona), un espacio orientado a activar, impulsar y extender la capacidad creativa e innovadora en tecnología de emprendedores, empresas, ciudadanos y ciudadanas de la sociedad de la información y el conocimiento.

El objetivo del evento es pensar y proponer nuevos proyectos, prácticas y usos al servicio de las ciudades y los ciudadanos, basados en ejemplos ya existentes de apropiación de las tecnologías de la información y la comunicación (TIC) y de la innovación surgida de todo tipo de iniciativas y demandas sociales. La interacción entre tecnología digital, cultura digital y espacio ciudadano aporta posibilidades de acción que influyen en ámbitos muy distintos y abren posibles dinámicas no sólo más participativas, sino potencialmente más creativas e innovadoras. Estas innovaciones se pueden traducir en nuevas oportunidades para el desarrollo socioeconómico y cultural local, así como para el fortalecimiento de las redes ciudadanas y de sus mecanismos de participación en la gestión urbana. Lo local como objetivo, por tanto, desde una perspectiva y herramientas globales.

Urbanlabs 08

La noticia que me da mucha satisfacción es que Ramon Sanguesa me ha envitado a participar como facilitador del Grupo A, La innovación colaborativa productiva: conceptos de innovación abierta en lo social, tecnológico y empresarial. Asì que esta serà una oportunidad muy importante para enfrentarme, compartir y experimentar los temas de una innovación abierta para comunidades y ciudades a través del papel de facilitador (enabler).


La intención de los seis grupos de trabajo
es poder habilitar espacios de conversación, discusión y planificación de proyectos concretos relacionados con cada una de las seis temáticas. Los objetivos del Grupo A son:

  • trabajar sobre proyectos de innovación colaborativa de base ciudadana y empresarial;
  • explorar los conceptos de innovación abierta en lo social, tecnológico y empresarial;
  • explorar el diseño abierto y colaborativo;
  • ver cómo cambia el concepto de cultura desde la “cultura digital” innovadora y colaborativa.

Antes del encuentro se desarrolla en las páginas correspondientes de cada grupo de trabajo el marco contextual y los posibles subcontenidos y proyectos que puedan surgir, así como las iniciativas relacionadas. Cada una puede editarse por su facilitador y por el resto de personas interesadas en asistir al grupo de trabajo, tanto ampliando la información como debatiendo en torno a la misma en la respectiva página de discusión.

Otras buenas razónes para venir son la presencia de Michel Bauwens de la P2P Foundation y de Juan Freire.

Las primeras 100 inscripciones a las jornadas son gratuitas; una vez superadas, por motivos de organización, hay reservadas aún 50 plazas adicionales cuya cuota de inscripción es de 50 euros. Y durante las jornadas será posible seguir las conferencias iniciales mediante videostreaming.

¡Espero que participen en la web y en el Citilab!

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And the second announcement refers to the UrbanLabs 08 event, which will be held on 9-10-11 October 2008 in the Citilab-Cornellà (Barcelona), a space designed to activate, promote and expand the creative and innovative capacity in technology entrepreneurs, companies, citizens of the information and knowledge society and knowledge.

The aim of the event is to think and propose new projects, practices and usages for cities and citizens, based on existing examples of appropriation of information technology and communication (ICT) and of innovation originating from social demands. The interaction between digital technology, digital culture and citizens’ space provides opportunities for citizen action affecting many different areas and open up potentially more creative and innovative participatory dynamics. These innovations can be translated into new opportunities for socio-economic development and local cultural as well as for strengthening civic networks and their mechanisms of participation in urban governance. The local objective, therefore, from a global perspective and tools.

Urbanlabs 08

The news that gives me great satisfaction is that Ramon Sanguesa invitated me to participate as a facilitator for Group A, Productive collaborative innovation: concepts of open innovation in the social, technological and entrepreneurial field. So this will be a very important opportunity to confront, share and experiment the themes of open innovation for communities and cities through the role of facilitator (enabler).

The intention of the six groups is to enable spaces for conversation, discussion and planning for specific projects related to each of the six subjects. The objectives of the Group A are:

  • to work on collaborative innovation for civic-based and business-based projects;
  • explore the concepts of open innovation in the social, technological and entrepreneurial field;
  • explore the open and collaborative design; see how the concept of the culture changes after the collaborative and innovative “digital culture”.

Before the event, the pages of each working group the contextual framework and potential contents and projects that may arise, as well as initiatives, are developed in the pages of each working group. Each can be edited by its facilitator and other people interested in attending the working group, while broadening the discussion in the respective discussion page.

Other good reasons to follow this event are the presence of Michel Bauwens from P2P Foundation and of Juan Freire.

Registration is free for the first 100 seats, and then, for organisational reasons, there are still 50 seats reserved with a registration fee of 50 euros. And during those days it will be possible to follow the conference through videostreaming on the website.

I hope you will participate in the website and in the Citilab!

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